Quando c’è il sole a Sempione

I colori del Parco
Una domenica assolata di novembre inoltrato e Parco Sempione si risveglia. Il polmone verde di Milano, uno dei più grandi, viene invaso da cittadini, turisti, artisti, appassionati di sport, di fotografia e, infine, da me che scruto attentamente ciò che mi circonda.

È interessante come qualche raggio di sole possa dare vita ad un parco che nei mesi invernali, un po’ si assopisce nella foschia pomeridiana e si nasconde, a volte, sotto una leggera coltre di neve.

I colori tornano vivi, nelle sfumature di giallo, rosso, arancione e marrone. Colori caldi come la stagione che ci siamo lasciati alle spalle eppure siamo oltre la metà di novembre. Affascinanti gli alberi che adornano i prati verdi gremiti da persone che vogliono godersi quel piccolo angolo di paradiso nel cuore di una città caotica e sempre di fretta.

I bambini giocano e si divertono arrampicandosi su alberi, rocce e staccionate mentre genitori, a volte troppo apprensivi, ripetono continuamente “non ti allontanare. Ti ho detto di stare qui. Non appoggiarti che ti sporchi il cappotto. Copriti che prendi freddo.”. Sembra quasi di essere al mare, se non fosse che fa freddo e che il mare non c’è, tanto è lo schiamazzo allegro dei più piccoli.

Le coppiette sulle panchine tubano amorevolmente, forse un po’ troppo per essere in un posto pubblico, ma noi non siamo dei puritani, vero? Sta di fatto che è sempre piacevole vedere che alcune persone portano la propria bella o il proprio bello sulle panchine così come facevo io una decina di anni fa.

Immancabili i runner che macinano chilometri su chilometri e mi fanno pensare che solo io quando vado a correre soffro come non mai dopo pochi metri. Il sorriso che mi strappano quelli un po’ più âgé, poi, è impagabile e mio malgrado mi tocca ammettere che provo una sorta di invidia nel vederli freschi e riposati dopo essersi fatti tre o quattro volte la circonferenza dell’Arena del parco. Le loro fantastiche scarpette fluo e l’abbigliamento tecnico la fanno da padrone e creano quegli intermezzi particolari nei colori autunnali.

Addentrandomi sempre di più nel cuore di Sempione si arriva lì dove, sotto lo sguardo vigile a attento delle sirenette, si può attraversare un piccolo stagno. Tante volte mi è capitato di passare di lì, ma per la prima volta mi sono messa a guardare tutte e quattro le sirene accompagnata dallo starnazzare delle anatre che trovano in quelle acque cibo a volontà grazie a qualche passante che, spesso, lancia loro del pane raffermo. Hanno un remo in mano e il loro viso, scolpito in ghisa, è impassibile al passare del tempo. Fermo, un leggerissimo sorriso beato su quei volti a tratti angelici e allo stesso tempo perentori.

A lungo rimango ad osservarle, in silenzio, lasciando che la mia macchina fotografica le immortali in tutta la loro bellezza che ormai dura dal lontano 1842, quanto il ponte fu inaugurato alla presenza dell’Arciduca d’Austria Ranieri. Le sorelle Ghisini, così vennero ribattezzate, però non hanno sempre avuto come casa il Parco Sempione, ma furono spostate nel 1930 in seguito alla copertura dei Navigli dalla zona oggi conosciuta come Visconti di Modrone. Già da allora le quattro figure mitologiche, maliarde e tentatrici, osservavano le coppiette sospirare e baciarsi, ma oggi il romanticismo, molto probabilmente è cambiato. Non a caso, qualche piccioncino, ha legato alla base dei loro corpi dei lucchetti, un po’ come a Ponte Milvio a Roma, suggellando così il loro legame lanciando poi la chiave nell’acqua sottostante.

In lontananza una musica leggera, moderna e una voce suadente e calda come quei colori che mi circondano, mi distraggo e alzando lo sguardo non posso fare a meno di notare dei ragazzi che saltano su una corda elastica legata tra due alberi. Attraverso quel piccolo ponte ad arco basso per poi lasciarmi alle spalle le quattro sorelle. Mi giro un’ultima volta come se mi aspettassi che una di loro mi saluti con un cenno della coda, ma, ovviamente, ciò non avviene. Sorridendo mi allontano perdendomi nuovamente nella natura e i miei occhi fissano in lontananza l’imponenza del Castello Sforzesco da una parte e dall’altra la maestosità dell’Arco della Pace.

C’è ancora la luce del sole eppure una leggera foschia inizia ad attutire la vivacità di quei colori che mi hanno stregato per mezza giornata. I colori iniziano ad essere meno brillanti, il giallo delle foglie sbiadisce. Tante persone continuano a divertirsi, ma per me arriva l’ora di tornare verso casa con occhi, cuore e mente pieni di meraviglie.

Ho sempre amato questa stagione, ma dopo aver visto il parco in questo modo, posso dire di amare l’autunno a Parco Sempione.

Il giallo è calore I funamboli Ponte delle Sirenette Una delle sorelle Ghisini Moccia ci insegna che... Castello Sforzesco nella foschia

credits: alcune delle immagini sono state gentilmente concesse da FA Light Studio

 

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