“Per me uno Sbagliato, grazie”

Sbagliato al Bar Basso

Il 2015 è arrivato: anno nuovo, vita nuova, nuovi propositi (sempre gli stessi), nuova me, te, noi, essi, ma alcune abitudini rimangono indissolubili nelle nostre vite.

Cari lettori, oggi si parla di un must qui a Milano, di un qualcosa che più o meno tutti conoscono legato solitamente ad una pratica ormai ben diffusa su tutto il territorio italiano.

Ora, io non voglio indurre in tentazione nessuno dato che le feste sono appena terminate e tutti abbiamo ancora la panza piena di leccornie varie, non vorrei che qualcuno trasgredisse la sua dieta ferrea, ma questo post è dedicato al drink del milanese DOC: lo Sbagliato.

“Pa’ stasera sono andata in un posto dove dicono che è stato inventato lo sbagliato… Una figata! Lo portano in un bicchierone con un iceberg dentro e poi… Vabbè Pa’ ti ci porto una sera..”

“Ah beh, sai che scoperta! Al Bar Basso ci andavo io quando ero ragazzo…”

Il Bar Basso si trova nello stesso viale (viale Abruzzi) dall’ormai lontano 1967 e da quell’anno allieta le serate dei milanesi. Il cocktail, nato dalle sante mani del bartender Mirko Stocchetto, è oggi uno dei drink più diffusi a Milano e anche in altre città composto da Campari, Martini Rossospumante brut e l’immancabile fetta d’arancia.

Un locale carino, un po’ retrò, con lampadari pendenti e tantissimo legno in sala. Qui, seppur siano stati tra i primi ad istituire l’abitudine dell’aperitivo, niente buffet con pizze, focacce, pasta.. E no cari miei, l’happy hour così come siamo abituati oggi a farlo, non c’è. In questo locale storico di Milano, che vanta anche l’invenzione del famigerato Sbagliato, si fa il vero aperitivo alla milanese: patatine, olive e qualche tartina con salumi e formaggi. Uno di quegli aperitivi che ti siedi con la fame e ti alzi dalla sedia ancora più affamato, ma quanto meno dissetato.

Interessante l’utilizzo di grandi bicchieri –ma proprio grandi eh– e cubi di ghiaccio simili ad iceberg. Qui lo Sbagliato non è solo buono, ma fa anche scena.
La prima volta che ci sono stata, ho  subito notato quei boccali e immediatamente ho pensato: “ecco voglio quello, in un bicchiere come quello e con un cubo di ghiaccio uguale”. Sono stata attirata prima dal contenitore e poi dal contenuto.

Essendo un luogo un po’ particolare proprio per quest’aria chic e agé, non si trovano i soliti ragazzetti che vogliono solo bere, anzi, il più delle volte si trova il signore di mezza età che ancora si sente giovane, che sorseggia il suo Sbagliato o il suo Bianchino comodamente seduto sul divanetto del locale.

I camerieri sono gentili, seppur qualcuno “rubi” letteralmente il piatto con le patatine e le olive proprio mentre tu stai per allungare le dita per prenderle, quasi come se avessero fretta di toglierti impicci da sotto al naso.

La pecca più grande? Il parcheggio. Si sa, a Milano trovare parcheggio è come cercare un ago in un pagliaio e li la situazione si accentua anche grazie alla vicinanza di un cinema e diversi locali e ristoranti.

Se non siete mai stati al Bar Basso, andateci, anche se siete astemi. L’atmosfera a volte vale più di tutto il resto e non so perché ogni volta che ci vado, mi sembra di essere catapultata in un’altra epoca, quasi come se mi aspettassi che dalla porta di ingresso entri uno vestito come l’omino del Monopoli per bere anche lui il suo buonissimo vero Sbagliato.

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